Gennaio
Luce / Parole / Specchi / Riflessioni / Occhiali da sole / Valli buie / Miracoli
IL MOMENTO
Allora, quest'anno è iniziato con progetti luminosi e luminari, che ci hanno portato a cercare tanti modi per riflettere (in tutti i sensi). Specchi, ombre, luci e in mezzo un sacco di piante e alchimia.
Mi stupisce sempre come la ricerca progettuale si impasti con la vita di tutti i giorni. Come l'attenzione del momento per alcune cose specifiche, ci porti ad essere più sensibili verso quelle determinate cose al di fuori dei progetti stessi, fermarci a riflettere, appuntare, segnare concetti, rimanere stupefatti davanti al semplice.
UNO
C'è una parola giapponese (komorebi) scoperta di fronte allo schermo di un cinema, alla fine di un film che mi ha fatto molto "riflettere". Komorebi è il luccichio di luci ed ombre creato dalle foglie che ondeggiano al vento. Esiste solo una volta, in quel momento.
Non entrerò nel merito sull'aspetto filosofico legato al termine, né tantomeno sul film stesso. In questa sede, mi interessa, la ricerca delle luci che luccicano. Fermarsi in mezzo alla strada, a cogliere un riflesso, un colore, un'idea, uno specchio in cui riflettere o a cui far riflettere, deformare, illuminare, non arrendersi nel farlo.
DUE
Esiste un paese che ha preso tutte queste cose, tutte queste parole che ho appena elencato, le ha prese, le ha messe insieme e ha fatto una delle più stupefacenti riflessioni in cui sono inciampata, levandosi dal buio. Letteralmente.
TRE
Questa storia inizia con una foto scattata nel 2006. C'è un gruppo di anziani con gli occhiali da sole, vestiti con giacche fuori moda (o meglio, molto alla moda per noi oggi) che guardano tutti nella stessa direzione.
Sono gli abitanti di Viganella, un paese del Verbano Cusio Ossola (Piemonte) incastrato in mezzo a una valle stretta, che per 83 giorni all'anno si trova a vivere in uno stato di penombra perenne. I giovani non ci sono più. Se ne sono andati come il sole che se ne sta nascosto dietro la montagna che gli sta davanti.
Il Sindaco è un sognatore, una di quelle persone nascoste che però sanno cambiare il mondo ed è convinto che esista un modo affinché il paese possa godere di un po’ di luce anche durante il buio. Così, dopo anni di studi e di confronti con un architetto, riesce a portare a termine il suo incredibile progetto: con 99.900 euro fa trasportare in elicottero uno specchio del peso di undici quintali. Una volta installato nella posizione decisa, lo specchio ruota regolarmente, per garantire che la luce riflessa si trovi sempre nelle stesse zone del paese, e la sera si corica in orizzontale, come andasse a dormire, così pioggia e vento ne puliscono la superficie. È una macchina perfetta e funziona meravigliosamente.
Fonti: Artribune / Silvia Camporesi
QUATTRO
Questo è il sole di Viganella, la sua luce riflessa, il suo komorebi.
Non è un'installazione artistica, non c'è fine estetico, o poetico, non c'entra il design.
Ma se ben ci pensiamo ci sono tutte queste cose, o meglio c’è il concetto che sta alla base (che dovrebbe stare alla base) di ognuna di esse.
Il fine utile, il fine ultimo, l’utile applicato all’ingegno, l’ingegno applicato alla poetica, la poetica applicata al design. La ricerca, la riflessione, la soluzione.
QUATTRO BIS
Qualcuno a Viganella, ha staccato lo specchietto di un motorino, di quelli tondi, vecchi e lo ha posto in cima alla chiesa del paese per produrre un miracolo. Un riflesso del riflesso che conduce al centro dell’altare: il sole si riflette nello specchio, il sole riflesso si riflette sullo specchietto posto sopra alla chiesa, il riflesso del riflesso arriva sull’altare e illumina il costato del Cristo.
Al di là dell’aspetto religioso, questa è una di quelle cose che non può che far sorridere. E’ la chiusura del cerchio del processo di riflessione. E’ come scrivere una poesia, pubblicarla e poi, anni dopo, trovare lo stesso libro in una biblioteca e notare che qualcuno ha aggiunto a matita alcuni versi. E’ come progettare una sedia perfetta e poi ritrovarla in un vecchio bar, dove qualcuno l’ha alzata di quei pochi centimetri per fare raggiungere il bancone all’uomo più anziano del paese.
Allora, sono stata più breve del solito, ma talvolta alcune ricerche si devono fermare, per essere continuate da altr* come uno specchietto che riflette uno specchio.
Al prossimo mese.
MONO.STUDIO / IG monographicstudio
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