Febbraio
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IL MOMENTO
Allora, ogni tanto mi chiedo se sia possibile scrivere una newsletter come questa, senza che la propria vita (quella sporca, quella dura, quella felice, quella magnanima e quella, infine, che ti prende la gola come quelle caramelle forti che rimangono in fondo alle tasche) influenzi in qualche modo le parole, il modo, il vestito o l’armatura. Penso di no, penso che non sia possibile dividere gli impasti. Proprio come, mentre stai facendo una cosa, il pensiero ritorna instancabilmente a un’altra, sempre la stessa. Senza alcun collegamento apparente. Ma poi alla fine se ben si cerca lo si trova il filo che le unisce.
UNO
A inizio mese abbiamo fatto una grossa ricerca estetica su un mondo molto piccolo: quello dei francobolli. Abbiamo ripreso vecchi album, vecchie lettere, vecchie raccolte, abbiamo studiato i paesaggi attraverso la loro rappresentazione dentellata. Ci sono delle cose incredibili. Se ti immergi in quelle miniature, nei dettagli, nelle filigrane, nella capacità di rappresentare un piccolo mondo in un piccolo modo, ti pare di essere un giardiniere e coltivare un pezzo di terra visto al microscopio, con la pazienza e la cura di un amanuense dagli occhi dolci. Immerso nel suo lavoro, quasi schivo, concentrato nell’infinito piccolo.
Prendere qualcosa e renderlo iconico, rappresentativo, importante.
Come capire cosa è veramente importante? Come scegliere cosa tenere e cosa buttare, come deciderne il colore, la forma, l’idea?
Bisogna lavorare di fino, scegliere, capire, eliminare, arrivare all’osso. Spolpare.
DUE
Ci sono tante cose “piccole” come i francobolli ma meno importanti, meno significative all’apparenza. Ci sono cose che sono i dettagli e ci sono cose che sono quelle che fanno la vita di tutti i giorni, a cui quasi nessuno presta attenzione ma sono importantissime, proprio perchè fanno la vita, quella di tutti i giorni.
TRE
Spesso quando mi imbatto in qualcosa di molto piccolo e apparentemente insignificante, ma per me bellissimo, mi chiedo: chi ha fatto questa cosa? Chi ha disegnato le carte delle caramelle? Perchè su queste ci sono dei treni e su quest’altre delle cose barocche. Chi ha disegnato le copertine di tutti quei libri che non portano la firma di Munari? Chi ha disegnato le carte da pacchi, le tappezzerie, i tappeti.
I tappeti sono una cosa incredibile, in tutto il mondo ne esistono di tutti i tipi possibili.
Da quelli antichissimi, espressione della cultura popolare, a quelli modernissimi realizzati da grandi designer e artigiani. Ma voglio pensare ai tappeti anonimi, quelli che non hanno una storia, quelli che si mettevano come scendiletto o per delimitare esattamente un’area di una casa. Delle isole di stoffa. Delle stanze nelle stanze.
I tappeti blu sotto i letti o sotto i divani. Quei piccoli mari dove tutto quasi sembra migliore, scandito da geometrie riflesse, ottagoni, fili, disegni. Quei posti dove puoi buttarti per terra e sono li per accoglierti.
Chi ha disegnato quei tappeti? Chi ha disegnato i tappeti delle nonne? Delle vecchie signore? I tappeti dei bagni? Chi ha disegnato i tappeti degli hotel?
C’è un pilota di aerei che fa anche il fotografo che ha iniziato a collezionare le foto dei tappeti degli hotel dove è stato. Però ha fatto una cosa. Le sue foto non rappresentano mai il tappeto intero, ma solo un suo dettaglio. E sono incredibilmente belle.
QUATTRO
C’è un'altra raccolta del genere che raccoglie tutti i pattern dei sedili dei mezzi pubblici del mondo (https://www.instagram.com/idontgiveaseat/).
Ora se io penso ai pullman, a quei pullman mi vengono in mente solo polvere, viaggi lunghi, odori strani, sedili scomodi, colori brutti. Triangolini. Ma se guardo questa raccolta ci sono dei dettagli che potrebbero essere un cardigan di Missoni che sorvola i miei ricordi mentre scrivo, un grande arazzo, o ancora un pattern di una delicatezza mai vista.
idontgiveaseat: segnalato da Laura Notarpietro
La minutaglia quotidiana. I dettagli del sacrosanto tutto. Quante volte ci è successo di guardare una cosa e di non trovarla poi cosi significante, o meglio di non vederla, di passarci davanti, di scartare una caramella, di aprire una busta, di starsene davanti a una foto, a uno schermo, a un posto. Quante volte invece siamo stati davanti a una cosa senza capire cosa ci colpisse, perchè quel fiume? Perchè quel disegno? Perchè quella persona? Perchè quella busta della spesa.
Le sensazioni sono i dettagli.
I dettagli fanno tutto. E’ per questo che teniamo alle cose. E’ per questo che le cose ci colpiscono, è per questo che ci facciamo domande, è per questo che qualcuno di cui nessuno sa il nome ha disegnato una carta di caramella bellissima, senza che a nessuno importasse niente.
E’ per questo che le cose diventano importanti.
Allora, in questo Febbraio non ho detto nulla di concreto, scusami è un mese duro questo, ma se fai occhio ai dettagli, forse troverai anche tu qualcosa di intero e bello, o almeno bello, o qualcosa che avevi perso.
Al prossimo mese.
MONO.STUDIO / IG monographicstudio
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